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Waste Manager: una nuova figura professionale a servizio delle aziende

Il Waste Manager è una delle nuove figure professionali note come green jobs. Una nuova professionalità con una formazione specifica per aiutare l’azienda non solo nella gestione dei rifiuti ma anche nella transizione verso modelli più sostenibili ed efficienti di economia circolare.


Indice


Premessa

In questi ultimi anni molte aziende hanno posto una nuova attenzione agli sprechi e ad una razionalizzazione delle risorse materiali, spinte da cambiamenti normativi e da nuove esigenze di mercato legate alla sostenibilità.
Questa trasformazione necessita però di nuove professionalità con una formazione specifica che aiutino l’azienda nella transizione verso modelli più sostenibili ed efficienti. Si sta parlando dei green jobs dei quali l’emergente figura del Waste Manager aziendale fa parte.

Il Waste Manager tra i green jobs

Non solo indispensabile per la corretta gestione dei rifiuti si occupa anche della valorizzazione degli scarti. Negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente attenzione circa l’attività di questa nuova figura professionale. La rilevanza che assumerà questa nuova professione è importante se si pensa che Legambiente ha stimato che una rigorosa applicazione dell’attuale legislazione sui rifiuti farà crescere nei prossimi anni i posti di lavoro di circa 400mila unità.

Scopri qui MUD Modello Unico di Dichiarazione ambientale: cos’è, chi deve presentarlo

Chi è il Waste Manager

Il Waste Manager è già presente all’interno di grandi aziende che hanno la possibilità di assumere con più disinvoltura e hanno un maggiore tasso di innovazione, sempre dovuto alla possibilità di maggiori investimenti. Nelle PMI è una figura emergente soprattutto in outsourcing. Si tratta infatti di una professione che può essere effettuata per più aziende contemporaneamente, allo stesso modo di un Responsabile Tecnico iscritto all’Albo Gestori Ambientali.

Il Waste Manager è una figura con conoscenza della Normativa sui rifiuti sovrapponibile ad un RT, ma con un’ulteriore specializzazione volta alla ricerca di sostenibilità di materiali e processi. Infatti se il RT è assunto per gestire lo smaltimento o il recupero di determinate quantità e tipologie di rifiuti, il Waste Manager se iscritto all’Albo può fare questo unitamente ad una consulenza permanente al fine di rendere la gestione degli scarti più efficiente e sostenibile.

Il Responsabile Tecnico trova una collocazione logistico-geografica ai rifiuti nel rispetto delle Norme, il Waste Manager va oltre, cercando soluzioni che superino lo smaltimento o il recupero energetico.

Cosa fa il Waste Manager

I compiti del Waste Manager possono essere semplificati nei seguenti punti:

  • Organizzare le attività di gestione dei rifiuti in modo da ottimizzare la spesa economica dell’azienda per cui lavora. Tra i propri compiti principali vi sono quindi l’analisi, l’ottimizzazione e il monitoraggio dei costi di gestione dei rifiuti.
  • Assumere la gestione amministrativa dei rifiuti e degli scarti aziendali, non tanto semplificando l’insieme di procedure e metodologie quanto piuttosto a sgravarne l’onere ad altri uffici interni. Di solito sono gli uffici interni che si occupano di contabilità o gli HSE a svolgere le pratiche concernenti i rifiuti. Ciò però sfocia spesso in gestioni non conformi alle Normative vigenti col rischio di sanzioni. Il Waste Manager garantisce invece che tutte le attività siano eseguite in conformità con gli standard normativi.
  • Provvedere ad un’attenta osservazione dell’evoluzione dello stato dell’arte dei processi di riciclo e recupero. Questo al fine di poter sempre proporre alla propria azienda le soluzioni più sostenibili disponibili sul mercato.
  • Il Waste Manager è inoltre sempre attento a innovazioni tecnologiche riguardanti i processi di produzione. Ciò al fine di intercettare novità che portino alla diminuzione della produzione di scarti e rifiuti nei processi. Per fare questo però necessita di ulteriori competenze che precedono la gestione dello scarto e che riguardano la conoscenza di materiali e processi produttivi.

Formarsi come Waste Manager

Per tutti coloro che vogliano diventare Waste Manager non ci sono percorsi accademici appositi ma piuttosto corsi universitari che consentono di acquisire alcune delle competenze necessarie, come la conoscenza delle Normative ambientali. Si capisce quindi come esso necessiti di una formazione continua, anche solo per il fatto che le normative possono cambiare. Il mondo accademico ora è infatti in grado solamente di offrire, per quanto riguarda il mondo del waste management, conoscenze in ordine sparso tra vari corsi di laurea.

Tendenzialmente ci si forma attraverso la famigerata esperienza, ma ultimamente stanno fiorendo corsi post-diploma o post-universitari che aiutano i ragazzi ad approcciarsi a questa nuova professione e a prepararsi all’esame per diventare Responsabile Tecnico.

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Il Waste Manager come libero professionista

Un’azienda può perciò non possedere queste competenze al proprio interno. Dare a una figura o ad una società esterna specializzata un’attività per la quale non si possiede il know-how internamente può essere una soluzione. Si può così ottenere anche un risparmio perché il servizio non ha gli stessi costi di una o più assunzioni. Per questo sempre più aziende tendono ad esternalizzare la figura del Waste Manager o ad integrarla nel HSE Manager.

Come detto il Waste Manager può svolgere la sua attività come libero professionista per più aziende contemporaneamente aprendo la Partita IVA. Ciò avviene con le stesse modalità di un Responsabile Tecnico iscritto all’Albo Gestori Ambientali che esercita in libera professione.

Un grande aiuto può essere inoltre reso possibile dall’adozione di software gestionali per rifiuti. Questi possono essere un valido supporto per semplificare gli adempimenti documentali obbligatori, avere sempre sotto controllo i flussi di rifiuti prodotti, ottimizzare i tempi, controllare le spese di gestione e diminuire la carta in ufficio e negli archivi.

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