chi è intermediario rifiuti

Chi è l’Intermediario Rifiuti e che cosa fa. Identikit e compiti di questa figura

Chi è l’Intermediario Rifiuti e che cosa fa. Scopriamo le operazioni che svolge e i suoi obblighi.


Indice

  1. La gestione dei rifiuti
  2. Chi è l’intermediario rifiuti
  3. Di cosa si occupa un intermediario rifiuti?
  4. Intermediario rifiuti e Waste Manager
  5. Intermediario rifiuti e iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali
  6. Gli obblighi documentali dell’Intermediario rifiuti

La gestione dei rifiuti

Le normative vigenti in materia di gestione dei rifiuti sono piuttosto stringenti con l’obiettivo di garantire la loro tracciabilità, soprattutto se pericolosi. Per contrastare le organizzazioni criminali, il traffico illecito e gli effetti dannosi dei rifiuti sulla salute e l’ambiente tutta la loro gestione è stata regolamentata.

L’Unione Europea ha indicato in specifici Regolamenti e Direttive i principi per la corretta gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi. Inoltre sono regolamentate anche le autorizzazioni che le varie figure professionali devono possedere per poter gestire i rifiuti. Tra le varie figure, anche l’intermediario, oltre a determinate competenze deve possedere l’autorizzazione ad esercitare la propria professione.

Chi è l’intermediario rifiuti?

L’intermediario dei rifiuti è definito dal Codice Ambientale (D.Lgs 152/06) all’art. 183 come “qualsiasi impresa che dispone il recupero o lo smaltimento dei rifiuti per conto di terzi, compresi gli intermediari che non acquisiscono la materiale disponibilità dei rifiuti”.

Secondo il regolamento comunitario 1013‐2006 è intermediario “chiunque dispone il recupero o lo smaltimento dei rifiuti per conto di altri, compresi gli intermediari che non prendono materialmente possesso dei rifiuti, quale definito dall’articolo 12 della direttiva 2006‐12‐CE”.

Di cosa si occupa un intermediario rifiuti?

Il ruolo principale dell’intermediario rifiuti è quello di anello di congiunzione tra il produttore/detentore del rifiuto da una parte e il trasportatore o direttamente il destinatario finale dall’altra.

L’intermediario si adopera per assicurare al produttore la collocazione migliore del rifiuto, anche sotto il profilo economico. Attraverso una propria scelta seleziona e connette le figure del ciclo di gestione, basandosi sulle proprie competenze e conoscenze. Ovviamente tutte le figure interessate devo possedere l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali e avere l’autorizzazione alla gestione dei codici CER relativi ai rifiuti trattati.

Intermediario rifiuti e Waste Manager

La figura dell’intermediario rifiuti è diversa da quella del Waste Manager. Per lo specifico riferimento normativo l’intermediario è configurabile solo come stabilimento o impresa e non come singolo professionista.

Il Waste Manager può essere un consulente che consiglia soluzioni senza disporre il recupero o lo smaltimento e non necessita di alcun tipo di autorizzazione. Questo può altresì occuparsi della parte amministrativa supportando l’azienda per la quale effettua la prestazione, nell’espletamento di tutte le pratiche documentali previste dalla Normativa vigente.

Un’ulteriore differenza tra intermediario rifiuti e Waste Manager è che il primo è solitamente specializzato nella gestione di determinati rifiuti. Il secondo invece può svolgere attività consulenziale a proposito di qualsiasi tipologia di rifiuti.

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Intermediario rifiuti e iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

L’intermediario senza detenzione è obbligato ad iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella Categoria 8 – Intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione. Come tutti gli iscritti che desiderino continuare a esercitare è tenuto a rinnovare la propria iscrizione ogni cinque anni.

In fase di iscrizione, tali imprese devono attestare la dotazione minima di personale necessaria per lo svolgimento delle attività e la propria capacità finanziaria. L’iscrizione o rinnovo alla Categoria 8 è subordinata alla prestazione di una determinata garanzia finanziaria che consiste in una fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa da inviare entro 90 giorni dalla richiesta di iscrizione e entro 45 giorni da quella di rinnovo.

Questa garanzia finanziaria cambia in base alla quantità annua di rifiuti pericolosi o nel caso di rifiuti sia pericolosi che non pericolosi, trattati dalle attività oggetto di iscrizione o rinnovo. Si tratta di 6 classi identificate da lettere dalla A alla F. Sono previste però riduzioni degli importi fino al 50% per quelle imprese certificate EMAS o ISO:14001.

Gli obblighi documentali dell’Intermediario rifiuti

I soggetti che svolgono attività di commercio ed intermediazione senza detenzione di rifiuti pericolosi e non pericolosi hanno l’obbligo di tenere il registro di carico e scarico. Nel caso di attività di intermediazione e commercio senza detenzione si tratta del Modello B. I registri devono essere tenuti presso la sede degli intermediari, numerati e vidimati dalle Camere di Commercio territorialmente competenti, ossia quella in cui ha sede l’impresa.

Delle quattro copie del Formulario di identificazione del rifiuto che devono essere prodotte e conservate per cinque anni, nessuna è prodotta dall’intermediario e deve rimanere in suo possesso.

Gli obblighi documentali dell’intermediario sono:

  • Vidimazione del registro di carico e scarico presso la Camera di commercio di competenza (art. 190, comma 6 del D.lgs. 152/2006).
  • Corretta annotazione dell’operazione di carico e di scarico nel registro di carico e scarico (modello B) entro dieci giorni lavorativi dall’effettuazione della transazione relativa (art. 190 comma 1 del D.lgs. 152/2006).
  • Conservazione di una fotocopia della copia del formulario emesso dal produttore – cosiddetta ”Quinta copia” -(punto 2 lett. j della Circolare del Ministero dell’Ambiente e dell’Industria 4 agosto 1998, n. Gab/Dec/812/9874).
  • Invio del MUD alla Camera di commercio dove ha sede l’unità locale, entro il 30 aprile di ogni anno (art. 189, comma 3 del D.lgs. 152/2006).
  • Conservazione del registro integrato con i formulari relativi al trasporto dei rifiuti prodotti, per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione (art. 190, comma 3 D.lgs. 152/2006).

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