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Registro di carico e scarico rifiuti. Il dubbio dei 10 giorni per le registrazioni di carico

Sul Registro di carico e scarico dei rifiuti le operazioni di carico si devono effettuare entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto. Le differenti modalità di produzione dei rifiuti tuttavia portano ad avere dei dubbi su quando registrarle. Scopriamo come farlo correttamente in questo articolo.


Indice


Registro di carico e scarico rifiuti e il dubbio dei 10 giorni

In questo articolo vogliamo dipanare i dubbi sul momento in cui effettuare le registrazioni di carico dei rifiuti rispettando la Legge ma semplificando le modalità di lavoro. Se è vero che per le registrazioni di scarico è semplice comprendere quando effettuarle, ovvero nel momento di consegna del rifiuto al trasportatore autorizzato, per l’operazione di carico la cosa si complica leggermente.

La Legge parla di un termine di 10 giorni lavorativi entro il quale registrare la produzione del rifiuto. La data in cui registrare il carico è importante perché può far scoccare l’inizio del deposito temporaneo ma come vedremo, comunque non sempre. Nel mondo del lavoro i rifiuti si producono infatti con modalità differenti. Segnatamente ciò può avvenire in maniera continua, periodica oppure sporadica.

Si possono produrre rifiuti in maniera continuativa indicativamente giornaliera o settimanale. Ci può essere una produzione saltuaria non continuativa. Come ultima una produzione del rifiuto coincidente con la fase di asportazione per lo smaltimento. Ma su questi punti torneremo in seguito.

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Quando si produce un rifiuto?

Per stabilire quando un rifiuto è prodotto bisogna conoscere la sua esatta definizione. Questa si trova all’articolo 183 del D.Lgs 152/2006 dove rifiuto è definito come “Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi”. Come ben sappiamo quindi il rifiuto non è tale in base a sue caratteristiche intrinseche o in base ad una condizione ma piuttosto in base ad una scelta o un obbligo.

Registrazioni del carico entro 10 giorni – Le 3 casistiche

In base a quello che è stato appena detto si possono individuare 3 diverse casistiche con le quali i rifiuti sono prodotti.

  1. Se il rifiuto è prodotto in maniera continuativa, ovvero con cadenza giornaliera o settimanale, la registrazione andrebbe effettuata giornalmente o settimanalmente. Questo per rispettare il termine dei 10 giorni lavorativi attuando un metodo che semplifichi le modalità di registrazione rispettando al contempo la Normativa.
  2. Se il rifiuto è prodotto saltuariamente, ad esempio da un’attività manutentiva oppure è stata riscontrata l’inutilizzabilità di alcuni prodotti, si può registrare il carico entro 10 giorni lavorativi a partire dal giorno della manutenzione oppure da quello in cui si è deciso di disfarsi dei suddetti prodotti. Questi ultimi diventano rifiuto quando il produttore ne verifica l’inutilizzabilità e li accantona nel deposito temporaneo.
  3. Infine alcuni rifiuti diventano tali solamente nel momento dell’asportazione per lo smaltimento. Stiamo parlando di sostanze utilizzate in un ciclo di produzione all’interno di un impianto, che diventano rifiuti solamente nel momento in cui vengono asportate dall’impianto stesso per essere direttamente trasportate. In questo caso la registrazione di carico deve avvenire lo stesso giorno di quella di scarico.

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Conclusioni

Concludendo, se la produzione del rifiuto non è continuativa non è necessario registrare un carico ogni 10 giorni. Vi sono infatti piccoli industriali o artigiani che producono per tipologia di rifiuto da 10 a 50 chilogrammi l’anno, che per eccessiva premura effettuano esigue registrazioni da un chilogrammo ogni 10 giorni per tutto l’anno. Ciò non è sbagliato ma non è necessario e risulta essere una pratica inutile.

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