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RSPP ed HSE manager: quali sono le differenze? Eccone 3

Gli RSPP e gli HSE manager sono le figure professionali che si occupano di salute, sicurezza e gestione degli aspetti ambientali. Spesso scambiate impropriamente tra loro, in realtà sono differenti. Andiamo a scoprire la differenza tra RSPP e HSE.

Introduzione

Con l’avvento del covid-19, nell’ultimo anno il ruolo della prevenzione in termini di salute nei luoghi di lavoro ha assunto un ruolo fondamentale. Il rispetto di alcune nuove norme igienico-sanitarie per prevenire il contagio è diventato un presupposto indispensabile al normale svolgimento delle attività lavorative. Allo stesso tempo è anche aumentata la mole di rifiuti costituiti da DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Questi ultimi infatti sono divenuti obbligatori non più solo in determinate situazioni lavorative ma durante lo svolgimento di attività senza distanziamento sociale garantito.
Di conseguenza le figure professionali che si occupano di salute, sicurezza e gestione dei rifiuti aziendali hanno assunto una nuova importanza, forse mai come prima. Tali figure sono gli RSPP e gli HSE manager. Cerchiamo di capire di chi si tratta e come distinguerli tra loro.

In primo luogo per capire la differenza tra RSPP e HSE Manager andiamo a descrivere ciascuna delle due figure. Partiamo spiegando chi è il RSPP.

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Chi è il RSPP

RSPP è l’acronimo di Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione. La sua definizione è contenuta nell’articolo 2 del D.lgs. 81/08. Il Testo recita: “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi”.

Innanzitutto sottolineiamo che a differenza del HSE, il RSPP è una figura obbligatoria per Legge. Quest’obbligo è configurato nell’articolo 31 dello stesso Decreto e riguarda tutte le aziende. A tal proposito esso può essere un membro interno all’azienda nominato dal datore di lavoro oppure un libero professionista incaricato in possesso di capacità e requisiti adeguati alla natura dei rischi presenti derivanti dalle attività lavorative svolte. In diversi altri casi, elencati nell’articolo 34 del Decreto, può essere il datore di lavoro stesso ad assumere il ruolo di RSPP.

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Cosa fa il RSPP

I compiti del RSPP sono quelli di effettuare una valutazione dei rischi presenti nell’impresa, in collaborazione col datore di Lavoro ed il Medico competente se nominato. Si tratta di colui che elabora il DVR, ovvero il Documento di Valutazione dei Rischi in base alle evidenze raccolte, progettando di conseguenza le misure di prevenzione e protezione e le procedure di sicurezza e di controllo di tali misure. Dovrà anche verificare la disponibilità ed il corretto uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) da parte del personale.

I compiti che questa figura deve svolgere sono comunque contenuti nello specifico all’interno dell’art. 33 del D.lgs. 81/08 ed elencati come seguentemente:

  • individuare e valutare i fattori di rischio;
  • individuare le misure per la sicurezza idonee per gli ambienti di lavoro in base alla Normativa;
  • elaborare e controllare l’applicazione delle misure protettive e preventive di cui all’art. 28 (Valutazione dei rischi);
  • partecipare alla redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi);
  • elaborare le procedure di sicurezza per tutte le attività aziendali;
  • proporre programmi e percorsi di formazione e informazione dei lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza;
  • partecipare alla riunione periodica prevista dall’art. 35;
  • informare i lavoratori dei rischi aziendali secondo quanto stabilito nell’art. 36.

Ricordiamo che il RSPP è una figura ausiliaria al datore di lavoro e priva in sé di un effettivo potere decisionale. Con ciò si vuole dire che la responsabilità delle azioni poste in essere ricadrà comunque sul titolare.

 

Il D.lgs. 81/08

Dato che il RSPP è una figura aziendale inquadrata da una Legge che ne sancisce l’obbligo, andiamo a conoscere meglio tale provvedimento, ovvero il D.lgs. 81/08.
Si tratta di un Decreto Legislativo emanato al fine di riordinare e coordinare all’interno di un unico testo tutto il complesso di Norme in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro. Per questo è anche noto con il termine “Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro” (TUSL).

La modifica più recente del D.lgs. 81/08 è avvenuta a novembre 2020 includendo diverse novità, tra le quali l’inserimento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro e nella collettività.

Le misure più importanti di questo Decreto sono l’obbligo di implementare tutta una serie di azioni preventive chiarendo anche il modo in cui devono essere effettuate, l’adozione di interventi per garantire la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e la redazione della valutazione dei rischi in azienda (DVR).

L’obbligo di ottemperare alle prescrizioni del D.lgs. 81/08 riguarda tutte le aziende, private e pubbliche, di qualsiasi settore e attività.

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Chi è l’HSE Manager

Ora andiamo invece a conoscere la figura del HSE Manager. HSE è l’acronimo di Health, Safety, Environment. Questi tre termini tradotti significano salute, sicurezza e ambiente. Da ciò si può comprendere come questo manager si occupi della gestione di questi aspetti all’interno dell’organizzazione presso la quale lavora. Per quanto riguarda la parte relativa all’ambiente, si tratta di tutti quegli aspetti concernenti i rifiuti, gli scarichi, le emissioni e l’efficienza energetica.

Assicura anche l’implementazione dei requisiti di Legge in materia di salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro contenuti nel D.lgs. 81/08. Ed è per questo che può accadere che l’HSE Manager coincida anche con l’RSPP, ovvero con quella figura che abbiamo visto essere obbligatoria.

L’HSE e la UNI 11720:2018

Fino a pochissimi anni fa ricoprire il ruolo di HSE, a differenza del RSPP non necessitava di alcuna preparazione specifica. Molto spesso si tratta infatti di una mera estensione delle competenze e del ruolo del RSPP. Oggi non è più così in quanto sia la preparazione che le mansioni da svolgere sono definite da una Norma UNI, ovvero la 11720:2018.

Le mansioni dell’HSE Manager sono riconducibili alla definizione della strategia aziendale volta a sviluppare sistemi di gestione di salute e sicurezza, che identifichino e definiscano le misure per minimizzare i rischi sul lavoro. Tutto ciò anche coordinando programmi di formazione per i dipendenti al fine di mantenere un livello elevato di preparazione.

 

Cosa fa l’HSE Manager

L’HSE Manager si occupa degli adempimenti riguardanti la redazione e l’aggiornamento di tutta la documentazione necessaria al rispetto degli obblighi normativo-amministrativi in materia di salute, sicurezza dei lavoratori e tutela ambientale, occupandosi solitamente anche dei rapporti con le autorità competenti e nel caso con gli enti certificatori. Per completare il quadro l’HSE Manager si occupa di garantire gli adeguamenti aziendali a nuove Norme, risolvere eventualmente irregolarità e non conformità e, nel caso ci siano prescrizioni ambientali da rispettare, raccogliere ed elaborare i dati relativi al monitoraggio.

Come detto, a definire mansioni e preparazione necessaria del HSE Manager è la Norma UNI 11720:2018. Questa predispone i “requisiti di conoscenza, abilità e competenza” di tale figura professionale precisando che deve “svolgere un ruolo di spinta al miglioramento continuo nelle aree della prevenzione e tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e della protezione dell’ambiente”.

La suddetta Norma UNI individua due profili professionali sotto il cappello di HSE, che divergono in funzione del tipo di supporto fornito all’organizzazione, ma che hanno in comune alcune attività svolte. Queste sono:

  • Supportare i vertici organizzativi nella previsione dell’impatto in ambito HSE delle scelte di business e nell’identificazione dei ruoli e delle responsabilità conseguenti;
  • Aggiornarsi e coinvolgere l’organizzazione in merito ad eventuali nuovi riferimenti in materia HSE, sia volontari che cogenti;
  • Coadiuvare l’organizzazione nella programmazione e realizzazione degli interventi formativi in materia;
  • Avanzare e coordinare iniziative volte alla diffusione della cultura di tutela tanto dei lavoratori quanto dell’ambiente all’interno dell’organizzazione stessa e contribuire alla definizione e attuazione di un sistema di comunicazione in merito;
  • Collaborare alla gestione dei rapporti con le parti interessate in materia HSE.

 

La Norma UNI 11720:2018

Come abbiamo visto, a definire la figura professionale del HSE Manager è la Norma UNI 11720:2018. Si tratta di una Norma tecnica creata appositamente con lo scopo di dare una delimitazione al termine “HSE Manager” che fino ad allora correva il rischio di essere utilizzato impropriamente. La UNI 11720:2018 rappresenta ad oggi la sola fonte dalla quale attingere per individuare chiaramente il profilo del HSE.

La norma, come abbiamo detto precedentemente, scinde l’HSE Manager in due profili professionali affini, HSE Operativo e HSE Strategico. Il primo si occupa della gestione di aspetti esclusivamente operativi mentre il secondo svolge un’attività di definizione di scelte ed obiettivi strategici in ambito di salute, sicurezza e ambiente in affiancamento ai vertici dell’organizzazione. Si può altresì occupare del coordinamento delle attività eseguite dal HSE Operativo o da altri HSE Manager eventualmente coesistenti in una realtà organizzativa articolata in più unità produttive.

Alle due figure fanno capo diversi compiti specifici elencati all’interno di due Prospetti contenuti nella Norma. La stessa cosa vale per ciò che riguarda la qualificazione professionale dei due profili che si raggiunge con un percorso differenziato, già a partire dal titolo di studio.

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Le 3 differenze tra HSE manager e RSPP

Dopo aver analizzato un po’ più nello specifico la natura di queste due figure professionali, siamo pronti per riassumere quelle che sono le differenze tra HSE manager e RSPP. Principalmente possiamo individuare 3 differenze sostanziali:

  1. La presenza di un RSPP, interno o esterno che sia, è un obbligo per le organizzazioni mentre inquadrare in un’organizzazione l’HSE Manager è a discrezione dei vertici aziendali. Risulta tuttavia possibile che venga inquadrato un HSE manager indicandolo anche come RSPP dal datore di lavoro.
  2. Come anticipato, l’HSE manager non è una figura ufficialmente regolamentata per Legge ma definita da una norma UNI, la 11720:2018. La figura del RSPP è invece individuata da un Decreto Legislativo, l’81/08 conosciuto anche come Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (TUSL). Questa Legge contiene anche i compiti che il RSPP deve realizzare.
  3. Il RSPP è un soggetto con compiti di natura consulenziale che opera in una posizione neutrale nei confronti dell’azienda presso la quale è nominato. Il suo ruolo può essere inteso infatti con finalità di consulenza e vigilanza in riferimento a quanto indicato dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Invece l’HSE Manager svolge un ruolo di carattere gestionale, in riferimento agli aspetti di salute, sicurezza e ambiente con grande attenzione per gli aspetti legali, tecnici e normativi.

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Conclusioni

Individuate le 3 differenze tra HSE Manager e RSPP speriamo di aver dato più chiarezza all’interno di quel dibattito che spesso si crea tra addetti ai lavori e che riguarda la differenza tra HSE Manager e RSPP.

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