quando entrerà in vigore il RENTRI

RENTRI: Quando entrerà in vigore il registro elettronico dei rifiuti?

È attivo il prototipo del RENTRi, fase operativa del perfezionamento del nuovo sistema che consentirà la completa digitalizzazione dei documenti di tracciabilità dei rifiuti. Andiamo a scoprire a che punto è la sperimentazione e quando entrerà in vigore il RENTRi.

 

 

Cos’è il RENTRi – il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti

Il RENTRi, acronimo di Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, sarà il nuovo registro digitale grazie al quale tutti i documenti di tracciabilità dei rifiuti passeranno definitivamente dalla forma cartacea a quella informatica. Per quanto riguarda il MUD esiste già la possibilità di compilazione e invio digitale e anche per i Registri è possibile una loro gestione informatica. Se ad oggi già molti eseguono una parte della gestione documentale in modalità informatiche, con il RENTRi il passaggio al digitale avverrà per tutti. Ma per i Formulari il discorso è diverso e non si è ancora superata la forma cartacea in quadruplice copia.

Questo nuovo registro elettronico nazionale sarà organizzato e gestito direttamente dal Ministero della Transizione Ecologica, nato dalle ceneri del Ministero dell’Ambiente. Comprenderà al suo interno la gestione digitalizzata del Registro di carico e scarico, dei Formulari di identificazione dei rifiuti e di conseguenza del MUD. Compito più importante del nuovo sistema sarà quello di garantire una trasmissione continua e in tempo reale agli organi di vigilanza di tutti i dati inerenti la gestione dei rifiuti da parte degli iscritti alla piattaforma.

A monte della creazione del RENTRi c’è sicuramente il bisogno di applicare al settore ambientale la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e di portare ad un livello superiore la battaglia alla piaga italiana della gestione illecita dei rifiuti. È però anche vero che un nuovo sistema è reso necessario per attuare le direttive comunitarie. Esse indicano il Registro Elettronico Nazionale fondamentale per la necessaria conoscenza dei dati quantitativi e qualitativi inerenti ai rifiuti prodotti e smaltiti o riciclati.  Il nuovo RENTRi può essere anche visto come uno strumento propedeutico all’implementazione di filiere di economia circolare che tra l’altro è uno degli obiettivi del PNRR.

 

Il Prototipo del RENTRi

A differenza di quanto avvenne per il SISTRI, il nuovo nato Ministero della transizione ecologica ha deciso di percorrere la strada di una sperimentazione preliminare del sistema. In realtà però è stato lo stesso Ministero a precisare che sono state le associazioni di settore a promuoverla.

Questa fase sperimentativa ha come scopo quello di assicurare la completa compatibilità e interoperabilità dei software di gestione con quello che sarà il nuovo RENTRi. Ciò al fine di evitare sul nascere problemi operativi nell’adempiere gli oneri burocratici.

A partire da fine giugno 2021 sul sito del RENTRi, attraverso l’accesso alla sezione riservata al Laboratorio Sperimentale del prototipo, le imprese hanno potuto testare le prime funzionalità. A supporto il Ministero ha reso disponibili a tutte le imprese che stanno partecipando alla sperimentazione dei video tutorial sul canale Youtube dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Scopo della sperimentazione, oltre a testare la piattaforma, è rendere possibile ai soggetti coinvolti la condivisione di suggerimenti tecnici e specifiche soluzioni in modo tale da promuovere e incentivare miglioramenti. Allo stesso modo di come avviene nella condivisione nei software open source.

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Chi deve iscriversi al RENTRi

Presumibilmente i soggetti obbligati ad iscriversi saranno gli stessi che oggi sono obbligati per Legge alla compilazione di registri di carico e scarico, formulari e MUD. Questo in quanto il RENTRi sarà l’unico sistema col quale sarà possibile adempiere gli oneri documentali riguardanti i rifiuti. Ciò seguendo la logica di una completa digitalizzazione della burocrazia dove si elimineranno definitivamente le modalità cartacee. Staremo a vedere se ciò avverrà e se sì in che modo. Per il momento i soggetti che dovranno iscriversi al Registro sono:

  • le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • enti ed imprese che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti;
  • chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi e non pericolosi anche senza detenzione;
  • consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.
  • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c) d ) e g) ad esclusione degli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, delle imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 212 comma 8, nonché per i soli rifiuti non pericolosi, delle imprese e degli enti produttori iniziali che non hanno più di 10 dipendenti.

 

Come funziona il prototipo RENTRi

Il Decreto Semplificazioni 2019 ha individuato alcune imprese tenute all’iscrizione al nuovo RENTRi consentendogli di poter sperimentare in maniera pratica le procedure operative attraverso un prototipo.

È stato individuato un campione di imprese rappresentativo di tutte le categorie e tipologie di operatori che possono essere potenzialmente interessati all’utilizzo del nuovo sistema. Si tratta di quei stakeholder che in questa fase iniziale potranno far emergere proposte per il miglioramento del sistema.

Le aziende comunque interessate e non dotate di un software gestionale per rifiuti possono già caricare i dati dei propri registri di carico e scarico nell’area di sperimentazione del sito prototipo.rentri.it. L’accesso al portale è possibile tramite Spid. Per quanto riguarda i dati inseriti, il video tutorial presente sul canale YouTube sopracitato precisa che essendo parte di un test, non costituiscono motivo di sanzione per omissioni o errori.

Per quanto riguarda le case produttrici di software, queste stanno integrando nei propri gestionali i primi applicativi test per la verifica dell’interoperabilità con la piattaforma. Ciò grazie a Ecocerved che ha messo a loro disposizione le definizioni e i protocolli per la creazione e l’integrazione all’interno di software applicativi.

La struttura della piattaforma RENTRI è costituita da due sezioni:

  • Sezione Anagrafica, dove sono raccolte oltre ai dati identificativi anche le autorizzazioni ambientali degli iscritti;
  • Sezione Tracciabilità, che raccoglie i dati annotati nei registri e nei formulari.

 

Norme approvate durante la legislatura in corso per l’attuazione del RENTRi

Le Norme approvate fino ad oggi non hanno ancora stabilito quando entrerà in vigore il RENTRi. La sfida è superare i bizantinismi tipici della legislazione italiana e la loro spesso complessa applicabilità nella realtà lavorativa. Ciò quando non avviene che la legislazione stessa preveda una cornice giuridica in contrasto con le modalità operative. Ma cosa è stato fatto durante la legislatura in corso per semplificare la burocrazia legata alla tracciabilità dei rifiuti?

Il tentativo fallimentare rappresentato dal SISTRI è stato eliminato con l’art. 6 del D.lgs. 135/2018 a partire dal 1° gennaio 2019. Lo stesso art. 6 ha istituito il RENTRi e ha disposto l’applicazione dei documenti di tracciabilità in forma cartacea fino all’emanazione ed alla piena operatività del nuovo sistema.

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È stato anche riformulato l’articolo 193 del D.lgs. 152/2006, che disciplina i formulari di identificazione dei rifiuti, con il D.lgs. 116/2020 che ha introdotto il ViViFir, ovvero il nuovo servizio di vidimazione virtuale dei Formulari.

I Decreti attuativi necessari alla definizione e all’operatività del nuovo sistema di tracciabilità non sono stati ancora emanati ma si sa che dovranno disciplinare le modalità di comunicazione dell’avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti e non dell’avvenuto recupero o smaltimento.

 

Quando entrerà in vigore il RENTRi

In realtà non è stata ancora stabilita una data certa di quando entrerà in vigore il RENTRi. Si presume possa entrare in vigore ad inizio 2023 ma non ci sono state ancora comunicazioni in proposito.

Intanto un ritardo è stato accumulato sul cronoprogramma ufficiale che prevedeva originariamente il termine della sperimentazione entro la fine di ottobre 2021.

L’obiettivo della creazione e messa a disposizione di un prototipo è quello di fornire al più presto al Ministero della Transizione Ecologica tutte le informazioni necessarie a predisporre i decreti con i nuovi modelli digitali dei registri di carico e scarico e dei formulari. Tutto ciò al fine di evitare il rischio di un disallineamento tra la cornice giuridica in via di definizione e le modalità operative messe a punto in ambito sperimentale.

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Il Formulario e il ViViFir

Oltre a quando entrerà in vigore il RENTRi, il principale interrogativo è sicuramente quello su come verrà realizzata la dematerializzazione del Formulario. Si tratta dell’ultimo nodo da sciogliere per giungere ad una completa informatizzazione dei documenti relativi alla tracciabilità dei rifiuti. Infatti come già accennato attualmente la gestione dei FIR è esclusivamente cartacea. Tra l’altro il Formulario è il documento forse più importante perché è quello che attesta l’avvenuta gestione corretta del rifiuto.

La nuova soluzione ViViFir che consente la vidimazione virtuale dei formulari è stato il primo passo della migrazione verso il digitale anche di questo documento. Ciò ha determinato inoltre una notevole agevolazione per gli utenti.

Il nuovo Formulario digitalizzato dovrà, alla stregua di ciò che avviene ora con quello cartaceo, dimostrare la sua inequivocabile riconducibilità all’autore, garantirne la sua immodificabilità e infine preservarne la sicurezza dei dati. Sul piano pratico dovranno essere garantite la semplicità nell’emissione e nell’utilizzo, la condivisione dei contenuti affinché gli operatori della filiera possano acquisire i dati in modalità informatica e la tutela delle responsabilità degli operatori stessi.

Ovviamente vi sarà da apporre una firma digitale o un altro tipo di firma elettronica qualificata o avanzata. In ogni caso dovrà essere garantita l’identificazione informatica del suo autore e la sua inequivoca riconducibilità in modalità tali da garantire la sicurezza dei dati. Il documento generato dal sistema RENTRi dovrà accoppiare il numero del Formulario, ottenuto attraverso il servizio di vidimazione virtuale ViViFir, con il primo set di dati che caratterizzano il Formulario stesso e con ogni probabilità con un QR code.

Il Formulario dovrà quindi essere rappresentabile in ogni momento e verificabile online dal sistema per il controllo della tracciabilità. Oltre ad essere disponibile durante il trasporto a fronte di verifiche delle autorità di controllo.

 

Conclusioni

Non sappiamo ancora con certezza quando entrerà in vigore il RENTRi. Senza una data certa possiamo solo augurarci che i tempi siano brevi è che il nuovo sistema sia efficiente e funzionale. I nodi che per chi scrive sono i più importanti da sciogliere sono: trovare una soluzione efficace per la digitalizzazione del Formulario e la coerenza tra nuove normative e l’utilizzo pratico del RENTRi.

Sarà tra l’altro curioso scoprire quale sarà l’impatto sulla realtà lavorativa di un sistema completamente informatizzato all’interno di un contesto nel quale il livello di alfabetizzazione digitale è tutto da verificare.

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